Sistema scolastico giapponese: come funzionano le scuole in Giappone

Dalla scuola primaria alle superiori: scopri come è organizzato il sistema scolastico giapponese, quali materie si studiano e come funzionano voti, calendario, regole e attività extracurriculari.

Un canale circondato da alberi di ciliegio in fiore durante la stagione della fioritura dei sakura, un'esperienza culturale unica in Giappone durante l’anno all’estero.
Una strada affollata di Tokyo illuminata da insegne neon, un esempio perfetto della cultura urbana giapponese durante un anno all’estero.
Studenti sorridenti in kimono durante un'uscita in Giappone, un'opportunità unica per esplorare il sistema scolastico giapponese e la cultura locale.
Un anno all’estero in Giappone tra scuola e amicizie

Studiare in Giappone significa entrare in un sistema scolastico con ritmi, regole e abitudini molto diverse da quelle italiane. Dall’organizzazione dell’anno scolastico alla vita di classe, passando per club, attività e modalità di valutazione, la scuola giapponese presenta caratteristiche che possono sorprendere chi arriva dall’Italia.

Per chi parte per un anno all’estero in Giappone, conoscere in anticipo come è organizzata la scuola aiuta a partire con aspettative più realistiche e ad adattarsi più facilmente alla quotidianità scolastica. Vediamo quindi come funziona il sistema scolastico giapponese, quali sono le sue principali caratteristiche e in cosa si differenzia da quello italiano.

Come funziona il sistema scolastico in Giappone

Il sistema scolastico giapponese viene spesso sintetizzato con la formula 6-3-3-4: 6 anni di scuola primaria, 3 di secondaria inferiore, 3 di secondaria superiore e normalmente 4 di università. L’istruzione obbligatoria comprende però solo i primi 9 anni, dalla primaria alla fine della scuola secondaria inferiore.

Le corrispondenze con l’Italia sono soltanto orientative: struttura, durata dei cicli e criteri di passaggio non coincidono perfettamente tra i due sistemi.

Livello scolastico

Nome giapponese

Durata

Età indicativa

Corrispondenza orientativa in Italia

Scuola dell’infanzia

Yōchien

1-3 anni

3-5 anni

Scuola dell’infanzia

Scuola primaria

Shōgakkō

6 anni

6-12 anni

Scuola primaria, ma dura un anno in più

Secondaria inferiore

Chūgakkō

3 anni

12-15 anni

Scuola secondaria di primo grado

Secondaria superiore

Kōtō-gakkō

normalmente 3 anni

circa 15-18 anni

Scuola secondaria di secondo grado

Università

Daigaku

normalmente almeno 4 anni

dai 18 anni

Università

Il Ministero dell’Istruzione giapponese (MEXT) stabilisce le linee guida nazionali per il curriculum, definendo gli obiettivi educativi e i contenuti fondamentali da insegnare. Le singole scuole organizzano poi il proprio programma nel rispetto di queste indicazioni, adattandolo al tipo di istituto e al contesto locale.

Per questo alcuni aspetti della vita scolastica, come orari, divise, regolamenti e attività disponibili, possono cambiare anche molto da una scuola all’altra.

Le tappe del sistema scolastico giapponese

Abbiamo visto nella tabella che il percorso scolastico si articola in diversi livelli. Vediamo ora le specificità di ognuno di essi.

01 — Scuola dell’infanzia – Yōchien

Lo yōchien accoglie bambini dai 3 ai 5 anni e non fa parte dell’istruzione obbligatoria. Non si studiano ancora vere e proprie materie: le attività lavorano su benessere e autonomia, capacità di stare con gli altri, scoperta dell’ambiente, sviluppo del linguaggio ed espressione di emozioni e idee attraverso gioco, musica, movimento e attività creative.

02 — Scuola primaria – Shōgakkō

Dura 6 anni e segna l’inizio dell’istruzione obbligatoria. La classe è generalmente affidata a un insegnante di riferimento, affiancato in alcune discipline da docenti specializzati, soprattutto nelle classi più avanzate. Si studiano giapponese, matematica, scienze, studi sociali, lingue straniere, musica, arte, educazione fisica ed educazione morale, insieme ad attività interdisciplinari.

03 — Scuola secondaria inferiore – Chūgakkō

Con i 3 anni di chūgakkō si completa l’istruzione obbligatoria. A differenza della primaria, ogni materia è affidata a un docente specializzato: gli studenti seguono giapponese, matematica, scienze, studi sociali, lingue straniere, musica, arte, educazione fisica, tecnologia ed economia domestica, oltre a educazione morale e attività interdisciplinari. Al termine, chi vuole continuare gli studi accede alla scuola superiore attraverso le procedure di ammissione previste dall’istituto scelto.

04 — Scuola secondaria superiore – Kōtō-gakkō

Dopo il diploma si può accedere all’università, che dura generalmente 4 anni, oppure scegliere percorsi più brevi e professionalizzanti. Tra le alternative ci sono le università a ciclo breve, spesso di 2 o 3 anni, gli istituti professionali, orientati a competenze specifiche, e gli istituti tecnologici, con una forte componente tecnico-pratica. All’università, invece, il percorso combina lezioni, seminari, laboratori e attività di ricerca, in base all’area di studio scelta.

05 — Università e istruzione superiore

Dopo il diploma si può proseguire all’università oppure scegliere altre forme di istruzione superiore, come università a ciclo breve e istituti tecnologici o professionali. L’università combina insegnamenti legati all’area di studio scelta con attività che possono includere lezioni, seminari, laboratori e ricerca, secondo il corso frequentato.

Scuole superiori giapponesi: come funzionano

Come anticipato, le scuole superiori giapponesi sono organizzate diversamente da quelle italiane. Si frequentano dopo aver completato i 9 anni di istruzione obbligatoria e l’accesso prevede generalmente una procedura di selezione. Modalità e criteri cambiano in base alla prefettura e alla scuola.

La selezione può tenere conto dei risultati ottenuti durante la scuola media e prevedere prove scritte, spesso sulle principali materie scolastiche; a seconda dell’istituto possono aggiungersi colloqui, temi, prove pratiche o percorsi di ammissione su raccomandazione. Il percorso a tempo pieno dura normalmente 3 anni.

Non esiste inoltre un unico modello di scuola superiore. Il sistema distingue innanzitutto tra diverse modalità di frequenza:

Full-time

È la modalità ordinaria delle scuole superiori: il percorso dura normalmente 3 anni e prevede la frequenza regolare delle lezioni a scuola, generalmente dal mattino al pomeriggio.

Part-time

Prevede un’organizzazione più flessibile, con un numero ridotto di ore di lezione distribuite in fasce orarie specifiche. È pensato anche per chi ha bisogno di conciliare lo studio con altri impegni e il percorso può durare 3 anni o più.

A distanza

Permette di seguire gran parte del percorso senza frequentare ogni giorno la scuola. Lo studio si svolge principalmente a distanza, ma sono previste anche attività in presenza, verifiche e momenti di confronto con i docenti. Anche in questo caso dura 3 anni o più, in base al percorso seguito.

Dal punto di vista dei contenuti, il MEXT distingue inoltre 3 indirizzi:

Indirizzo generale

Privilegiano una formazione generale e possono preparare sia alla prosecuzione degli studi sia all’ingresso nel mondo del lavoro.

Indirizzo specialistico

Affiancano alla formazione generale discipline specialistiche, per esempio agricoltura, industria, commercio, scienze, arte, musica o altre aree professionali.

Indirizzo integrato

Permettono di combinare materie provenienti dai percorsi generali e specialistici e offrono una scelta più ampia in funzione degli interessi e dei progetti futuri dello studente.

Quale classe frequenta un exchange student?

Per uno studente internazionale non esiste una corrispondenza automatica tra la classe italiana frequentata prima della partenza e un determinato anno della scuola superiore giapponese. L’inserimento dipende dal programma, dall’età, dal percorso scolastico precedente e dalle valutazioni dell’istituto ospitante.

Sistema scolastico giapponese vs italiano

Il sistema scolastico giapponese e quello italiano presentano alcune differenze strutturali importanti. Metterli a confronto aiuta soprattutto a capire perché non sia corretto equiparare automaticamente un anno o una classe dei due Paesi.

Sistema scolastico giapponese

Sistema scolastico italiano

Struttura iniziale

6 anni di primaria + 3 di secondaria inferiore

5 anni di primaria + 3 di secondaria di primo grado

Istruzione obbligatoria

9 anni, dalla primaria alla fine della secondaria inferiore

10 anni, dai 6 ai 16 anni

Scuola superiore ordinaria

Il percorso full-time dura normalmente 3 anni

I percorsi ordinari di secondo ciclo sono generalmente più lunghi

Accesso alle superiori

Normalmente sono previste procedure o esami di ammissione

Dopo l’Esame di Stato del primo ciclo, scegliendo il percorso successivo

Curriculum

Standard nazionali definiti dal MEXT, con differenze tra indirizzi generali, specialistici e integrati

Percorsi differenziati tra licei, istituti tecnici e professionali

Valutazione

Nelle superiori viene utilizzata anche una valutazione complessiva su scala 1-5

Nella secondaria superiore i voti sono espressi in decimi

Conclusione delle superiori

Il diploma dipende dal completamento dei requisiti e dei crediti stabiliti

Il secondo ciclo si conclude con l’Esame di Stato

Calendario

Anno scolastico da aprile a marzo

Le lezioni si svolgono prevalentemente tra settembre e giugno, secondo calendari regionali

Quali materie si studiano nelle scuole giapponesi

Le materie delle scuole giapponesi cambiano in funzione del livello scolastico, del tipo di scuola superiore e del percorso scelto. Il MEXT stabilisce però un insieme di discipline e contenuti che devono essere presenti nel curriculum delle superiori.

1

Tutti gli studenti seguono insegnamenti di lingua e cultura giapponese, oltre a geografia, storia ed educazione civica. Nei diversi anni possono poi essere proposti approfondimenti di letteratura, lingua, storia giapponese o mondiale, geografia, etica, politica ed economia.

2

La matematica fa parte del curriculum comune e può proseguire con livelli più avanzati a seconda del percorso. Per le scienze, il quadro nazionale comprende fisica, chimica, biologia e scienze della terra: gli studenti seguono una combinazione di questi insegnamenti secondo le modalità previste dal curriculum e dalla scuola.

3

Nel quadro nazionale è previsto anche l’insegnamento dell’inglese per la comunicazione; le singole scuole possono inoltre proporre altre lingue straniere e ulteriori corsi di inglese, per esempio dedicati all’espressione e alla comunicazione

4

Il curriculum comprende educazione fisica e salute e prevede anche una componente artistica, con possibilità che includono musica, arti visive, artigianato o calligrafia.

5

Il curriculum comprende anche economia domestica, che affronta aspetti legati alla vita quotidiana e familiare, e informatica, con contenuti relativi all’uso delle tecnologie e dell’informazione.

6

Tutti gli studenti delle superiori devono inoltre svolgere attività di ricerca interdisciplinare, dedicate all’approfondimento di temi e problemi attraverso il contributo di più discipline.

7

Negli indirizzi specialistici possono aggiungersi discipline legate, per esempio, ad agricoltura, industria, commercio, assistenza sanitaria, informatica, arte o musica. Gli indirizzi integrati permettono invece di combinare insegnamenti generali e specialistici in modo più flessibile.

Come funzionano voti e valutazioni?

Nelle scuole superiori giapponesi la valutazione non può essere ridotta a una semplice conversione tra percentuali e voti italiani.

Valutazione per criteri

La valutazione considera diversi aspetti dell’apprendimento, non soltanto il risultato delle verifiche. Le indicazioni del MEXT prevedono anche giudizi per criteri, espressi con livelli A, B e C, che indicano il grado di raggiungimento degli obiettivi previsti per ciascuna materia.

Scala da 1 a 5

Nelle scuole superiori viene utilizzata anche una valutazione complessiva su 5 livelli: 5 rappresenta il livello più alto, 3 un risultato soddisfacente e 1 il livello più basso. Non esiste però una conversione nazionale fissa tra percentuali ottenute nelle verifiche e voti da 1 a 5.

Voti e crediti non sono la stessa cosa

Alle superiori è importante distinguere il voto ottenuto nelle singole materie dai crediti riconosciuti per aver completato un corso. I crediti vengono accumulati durante il percorso scolastico e rappresentano uno dei requisiti necessari per arrivare al diploma.

Il calendario scolastico in Giappone

Una delle differenze principali rispetto all’Italia riguarda il calendario: l’anno scolastico giapponese inizia ad aprile e termina a marzo dell’anno successivo.

L’anno può essere suddiviso in 2 o 3 periodi scolastici, a seconda dell’istituto. Anche le date delle vacanze non sono identiche in tutto il Paese e possono variare in base alla zona e alla scuola.

Le principali pause sono generalmente:

  • Primavera: una breve interruzione tra la fine dell’anno scolastico e l’inizio di quello successivo.

  • Estate: si concentra soprattutto tra la fine di luglio e agosto e dura indicativamente 30-40 giorni, con variazioni territoriali.

  • Inverno: cade generalmente tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio.

Nelle scuole pubbliche, alcuni aspetti del calendario vengono definiti dalle autorità educative locali; nelle scuole private, invece, l’organizzazione dipende dal singolo istituto. Per questo le date precise di inizio, fine e vacanze possono cambiare da una scuola all’altra.

Com’è una giornata in una scuola giapponese?

Non esiste un orario delle scuole giapponesi valido per tutto il Paese: l’organizzazione della giornata dipende dall’istituto, dal numero di lezioni previste e dalla loro durata.

Nelle scuole superiori, l’ingresso avviene spesso tra le 8:00 e le 8:40, mentre le lezioni terminano indicativamente tra le 15:00 e le 16:00. Una giornata può prevedere in genere 6 o 7 ore di lezione, spesso della durata di circa 45-50 minuti ciascuna. Dopo la fine delle lezioni, chi partecipa ai club può restare a scuola più a lungo. Le singole scuole possono comunque organizzare l’orario in modo diverso.

Una giornata può comprendere:

Arrivo e attività di classe: la giornata può iniziare con un breve momento insieme alla propria classe, dedicato ad appello, comunicazioni, organizzazione delle attività o indicazioni degli insegnanti.

Lezioni: le materie seguono l’orario stabilito dall’istituto e possono alternare, per esempio, giapponese, matematica, scienze, storia, geografia, inglese, educazione fisica, arte o informatica.

Pausa pranzo: si svolge generalmente tra le lezioni della mattina e quelle del pomeriggio. A seconda della scuola, gli studenti possono portare il pranzo da casa, acquistarlo a scuola o utilizzare una mensa, quando disponibile.

Attività della classe: durante la giornata possono esserci momenti dedicati alla sistemazione o pulizia degli spazi, ma anche alla preparazione di eventi, riunioni della classe o altre attività della comunità scolastica.

Club e attività dopo le lezioni: al termine delle lezioni possono iniziare club sportivi, culturali o artistici, come calcio, pallavolo, musica, teatro o calligrafia. Chi partecipa può quindi rimanere a scuola anche per diverse ore dopo la fine delle lezioni.

Divise e regole nelle scuole giapponesi

Le regole scolastiche sono definite dai singoli istituti e possono quindi cambiare anche tra scuole della stessa zona. Possono riguardare, per esempio, uniforme e abbigliamento, capelli e accessori, uso dello smartphone, puntualità, spostamenti da e verso la scuola o svolgimento di lavori part-time.

In alcuni istituti le indicazioni sono piuttosto dettagliate, mentre altri lasciano maggiore libertà agli studenti. Non esiste quindi un unico insieme di regole valido per tutte le scuole giapponesi.

No. La divisa scolastica è molto diffusa soprattutto nelle scuole secondarie, ma non è obbligatoria in tutti gli istituti e non esiste un modello nazionale. Ogni scuola può stabilire se prevederla e definirne caratteristiche e modalità di utilizzo.

Quando presente, possono esserci versioni diverse per la stagione estiva e invernale e indicazioni su elementi come camicia, giacca, gonna o pantaloni, scarpe, calze e altri accessori. Anche il grado di libertà nella scelta di questi elementi varia da scuola a scuola.

Nella scuola primaria è molto conosciuto il randoseru, la caratteristica cartella rigida portata sulle spalle e utilizzata tradizionalmente per diversi anni. È molto diffuso, ma non va considerato un obbligo nazionale valido per ogni bambino.

Nelle scuole medie e superiori il randoseru viene normalmente sostituito da zaini, borse o cartelle più comuni. Alcuni istituti possono indicare un modello specifico o stabilire determinate regole, mentre altri lasciano maggiore libertà nella scelta.

Sport, club e attività extracurriculari

I club hanno un ruolo importante nella vita di molte scuole giapponesi, soprattutto nella scuola secondaria. L’offerta varia da istituto a istituto e può comprendere attività sportive, culturali e artistiche. Anche le modalità di partecipazione non sono uguali ovunque: in alcune scuole è fortemente incoraggiata, mentre in altre rimane facoltativa.

Club sportivi

Le attività sportive possono comprendere calcio, pallavolo, basket, tennis, badminton, nuoto, atletica, baseball, judo o kendō, a seconda delle strutture e dell’offerta della scuola. Allenamenti e competizioni possono svolgersi anche dopo la fine delle lezioni.

Club culturali e artistici

Accanto allo sport sono diffusi club dedicati a musica, teatro, calligrafia, arte, fotografia, cucina, cerimonia del tè e altre attività culturali. Ogni istituto propone un’offerta diversa, spesso legata anche alle proprie tradizioni e risorse.

Attività della comunità scolastica

Oltre ai club, il curriculum nazionale prevede specifiche attività speciali, distinte dalle normali materie. Comprendono attività di classe, consiglio degli studenti ed eventi scolastici e hanno l’obiettivo di favorire partecipazione, collaborazione e assunzione di responsabilità all’interno della comunità scolastica.

Come si ottiene il diploma giapponese

Per ottenere normalmente il diploma di una scuola superiore giapponese non basta aver frequentato 3 anni di scuola. Il quadro nazionale in vigore richiede che la scuola stabilisca il numero di crediti necessari per il diploma, che non può essere inferiore a 74 crediti. Il dirigente scolastico riconosce il completamento del percorso quando lo studente ha raggiunto i crediti richiesti e soddisfatto anche i requisiti relativi alle attività speciali. Una scuola può fissare un numero di crediti superiore al minimo nazionale.

E per un exchange student? Frequentare un periodo o un anno in una scuola superiore giapponese non significa automaticamente conseguire il diploma giapponese. Un exchange student viene inserito nel percorso scolastico locale secondo le condizioni del programma e dell’istituto ospitante, ma il diploma richiede il completamento dei requisiti previsti per l’intero percorso.

I vantaggi di vivere la scuola giapponese in prima persona

Conoscere il sistema scolastico giapponese aiuta a capire come sono organizzate le lezioni, perché il calendario è diverso da quello italiano e quale ruolo possono avere regole, attività scolastiche e club. Frequentarlo in prima persona durante un anno scolastico all’estero permette però di vedere come questi elementi prendono forma nella vita quotidiana di una specifica scuola.

Significa confrontarsi con un curriculum diverso, seguire le stesse giornate dei compagni, usare il giapponese fuori e dentro la classe e conoscere abitudini scolastiche che possono essere molto lontane da quelle italiane.

Per il Giappone, WEP propone un programma di un anno scolastico in una scuola superiore locale. È un’esperienza pensata per studenti tra i 15 e i 18 anni e permette di entrare realmente nella quotidianità della scuola e della famiglia ospitante.

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FAQ | Sistema scolastico giapponese

Il sistema scolastico giapponese segue principalmente una struttura 6-3-3: sei anni di primaria, tre di secondaria inferiore e tre di secondaria superiore. I primi nove anni sono obbligatori; la scuola superiore non fa parte dell’istruzione obbligatoria.

Dalla prima elementare alla fine della scuola superiore il percorso ordinario dura 12 anni: sei di primaria, tre di secondaria inferiore e tre di superiore. L’istruzione obbligatoria riguarda però soltanto i primi nove.

L’anno scolastico giapponese inizia generalmente ad aprile e termina a marzo dell’anno successivo. Le date precise di inizio delle lezioni e delle vacanze cambiano in base alla scuola e all’area del Paese.

Non esiste un orario nazionale unico. In due scuole superiori pubbliche di Tokyo attualmente consultabili le attività iniziano rispettivamente alle 8:25 e alle 8:35, mentre la fine delle lezioni varia in base al numero di periodi della giornata.

No. Le uniformi sono molto diffuse soprattutto nella scuola secondaria, ma regole, modelli e obblighi dipendono dall’istituto. Non esiste una divisa scolastica nazionale giapponese.

Tra le differenze principali ci sono la durata della scuola primaria e superiore, il calendario aprile-marzo, la durata dell’obbligo scolastico e il sistema con cui si conclude la scuola superiore. In Giappone il percorso full-time delle superiori dura normalmente tre anni e il diploma dipende anche dall’acquisizione dei crediti richiesti.

Non automaticamente. Per conseguire normalmente il diploma bisogna completare i requisiti definiti dalla scuola nel quadro stabilito dal MEXT, compreso un minimo nazionale di 74 crediti e i requisiti relativi alle attività speciali. Un normale programma exchange non equivale quindi di per sé a un percorso di diploma.